Rinnegato.

“Eugenio dice che… Eugenio dice

Eugenio dice che io sono rinnegato

Perché ho rotto tutti i ponti col passato

Guardare avanti, sì ma ad una condizione

Che tieni sempre conto della tradizione

Rinnegato, sei un rinnegato, non ti conosciamo più

Rinnegato, sei un rinnegato, non ti conosciamo più”

canta Eduardo Bennato.
Ebbene lo confesso pubblicamente, sono un rinnegato! Come scrive il dizionario Treccani ho rinnegato un’idea, una fede politica per abbracciarne un’altra. Non sono un rinnegato recente, ho iniziato circa trentasei anni fa. A diciannove anni ho rinnegato me stesso e le mie idee che coincidevano con una vita senza regole. L’ho amata quella vita e la amo ancora nei miei ricordi più belli, ma l’ho rinnegata. A quarant’anni ho proseguito, rinnegando le mie posizioni social accomodanti, pessimo modo di definirle politicamente corrette. Era bello stare ancora, seppur con moderazione, dalla parte dei “giusti”, quelli che contestano le diseguaglianze, l’inquinamento, i totalitarismi ecc. Poi mi sono auto rinnegato ancora. Sta per scadere il terzo mio ventennio di vita e sono pronto a farlo ancora. La coerenza mi sta stretta, soprattutto quando evidenzia terribili contraddizioni tra osservato e atteso. È inutile crogiolarsi con l’estetica dei pensieri se poi la realtà si rivela in tutto il proprio terribile cinismo. Se lo scopo è quello di affrontarla è del tutto inutile coprirsi gli occhi con una sua finta e comoda raffigurazione. Ho amici, parte del mio passato, ai quali non posso che volere un bene profondo, e che mi danno ancora del voltafaccia. Hanno ragione! La faccia l’ho girata, ma dalla parte peggiore, quella della realtà reale. Rimanere nel mondo dell’(im)possibile era ed è sicuramente più confortevole. Mi piaceva un tempo pensare di aver sempre ragione perché mi bastava stare dalla parte dei più deboli. Ho però iniziato a scoprire che qualcuno o qualcosa mi suggeriva preventivamente nell’orecchio chi fossero i più deboli e io mi sono fidato ciecamente, ma era una realtà completa? L’ideologia produce idee che raffigurano solo “deboli” funzionali a quest’ultima e quando ho capito di essere una persona, prima che parte di una massa, ho aperto gli occhi e ho iniziato a rinnegare. Ho rinnegato idee per ammetterne e sperimentarne altre: le mie. Adesso spero di apprestarmi a rinnegare ancora, ma ho un tremendo presentimento: e se non ci fosse più niente da rinnegare, perché tutto (…e il suo contrario) ormai raffigura una realtà che si rinnega da sola di continuo?

vabbè, oggi va così…

Author: admin

Michele Morandi nasce a Napoli nel 1964. Dal 1990 vive a Torino dove svolge la professione di Medico Igienista. Il suo indissolubile legame con Napoli, così come la cultura degli anni ’70, hanno fortemente influenzato la sua azione creativa. La trasposizione di immagini e vissuti del passato sono sempre diretti a un’interpretazione della realtà corrente. Nel 2013 pubblica per la Hever editrice L’uomo che non esiste. Il volume è stato presentato a Napoli presso la Saletta Rossa della Libreria Guida e a Torino al Salone Internazionale del Libro di quell’anno. Nel 2015 pubblica sempre per la Hever editrice Il teorema della memoria, presentato a Torino in anteprima presso il Salone Internazionale del Libro e a Napoli presso il Palazzo delle Arti. Nel 2019 pubblica per L’Erudita del Gruppo Giulio Perrone Editore Segui la marea. E’ autore del blog Il buco nelle nuvole, una pagina che oltrepassa la cortina nebbiosa del politically correct e del pensiero unico oggi imperante nel giornalismo e nella politica.

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